Aftercare del tatuaggio: cosa spiegare al cliente, giorno per giorno

In breve

  • Il lavoro più delicato sul tatuaggio lo fa il cliente a casa: le istruzioni contano quanto la seduta.
  • Poche regole scritte, sempre le stesse, battono un discorso lungo a fine seduta.
  • La superficie in genere si richiude nel giro di due o tre settimane; il colore si assesta più a lungo.
  • Sole, mare, piscina e sfregamento sono i nemici della prima settimana.
  • La linea Corpo Rospo per la cura: Cura di Rospo, Cuore di Rospo, Adreno di Rospo.

Nessun protocollo va bene per tutti, e queste sono indicazioni generali: le istruzioni che contano sono quelle che dai tu, perché conosci la pelle che hai lavorato, la profondità e la zona. Se compaiono segni di infezione — dolore che cresce invece di calare, calore, pus, febbre — la risposta non è una crema, è un medico.

Il momento della consegna: cosa dire

A fine seduta il cliente è stanco, contento e non ascolta. Un foglietto o un messaggio con quattro righe funziona molto meglio di cinque minuti di spiegazioni. Le informazioni che servono davvero sono quattro: quanto tenere la protezione, come lavare, quanto prodotto mettere, cosa evitare.

Sul «quanto prodotto» conviene insistere: l’errore più comune non è mettere poca crema, è metterne troppa. Uno strato spesso non fa respirare la pelle e macera la crosta.

I primi giorni

Nelle prime ore il tatuaggio è una ferita: trasuda plasma e inchiostro, ed è normale. Il lavaggio va fatto con mani pulite e acqua tiepida, usando un detergente specifico e non il primo sapone profumato del bagno. In studio i detergenti sono gli stessi che consigli a casa: nel nostro catalogo trovi il Sangue di Rospo, pensato per le pelli più sensibili, e i green soap di Panthera, Biotat e Blow Ice.

Dopo il lavaggio, asciugatura in tampone — mai sfregando — e uno strato sottile di prodotto lenitivo. Poi si lascia respirare.

La prima e la seconda settimana

Nei giorni successivi si formano le crosticine: è la parte in cui si rovinano i lavori. Non vanno grattate, staccate né aiutate. Il prurito è il segnale che la pelle sta lavorando; si gestisce idratando, non grattando.

Cosa evitare finché la superficie non è chiusa: sole diretto e lampade, mare e piscina, vasca e sauna, palestra con attrezzi che sfregano, indumenti stretti sulla zona, e l’animale domestico che dorme addosso. Quando il tatuaggio è guarito, la protezione solare alta diventa il modo più semplice per tenere i colori vivi negli anni.

La linea Corpo Rospo

L’abbiamo costruita con i tatuatori che la usano tutti i giorni, e ognuno dei prodotti ha un momento preciso:

Accanto trovi anche i classici che molti studi tengono in postazione: la vaselina Grasso di Rospo, Hustle Butter, i burri Biotat e il Blow Ice Crystal Frozen per rinfrescare a fine seduta.

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Dare o vendere l’aftercare

Molti studi mettono una bustina monodose nel prezzo della seduta: costa poco, evita che il cliente compri a caso al supermercato e riduce sensibilmente i ritocchi. È anche il modo più onesto di far provare un prodotto che poi il cliente ricompra.

La cura del tatuaggio è una delle linee che vendiamo anche ai privati: se un tuo cliente vuole riordinare da solo, può farlo senza passare da te.

Domande rapide

Quanto ci mette a guarire un tatuaggio?

In genere la superficie si richiude in due o tre settimane, mentre gli strati più profondi continuano ad assestarsi per qualche settimana ancora. Dipende dalla zona, dalla pelle e da quanto è stato lavorato.

Meglio pellicola protettiva o crema?

Si usano entrambe, e la scelta è del tatuatore: la pellicola traspirante protegge nelle prime ore, la crema accompagna i giorni successivi. L’importante è che il cliente segua un metodo solo, il tuo, e non tre consigli diversi trovati online.

I prodotti per l’aftercare sono vegani?

Alcuni lo dichiarano espressamente nella scheda, altri contengono ingredienti di origine animale come la cera d’api. È scritto prodotto per prodotto: se ti serve la certezza per un cliente, controlla la scheda o chiedici.

Posso usare gli stessi prodotti sul piercing?

Meglio di no: per il piercing serve un prodotto specifico, come il Siero di Rospo. Le esigenze di una ferita perforante sono diverse da quelle di un tatuaggio.